Franco Cappa (Bovolone, 9 maggio 1916 – Mediterraneo occidentale, 8 maggio 1941) è stato un eroe dell’aviazione italiana nella seconda guerra mondiale.
Dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di medicina dell’Università di Padova. Nel 1937 ottiene il brevetto di pilota civile di 1º Grado. Presta servizio come ufficiale pilota di complemento nel 36º Stormo Bombardamento Terrestre di Bologna, dove consegue l’abilitazione al pilotaggio del velivolo S.M.79. Al termine del servizio viene posto in congedo.
Richiamato in servizio nel 1940, rientra al 36º Stormo. Il primo giorno di guerra, 11 giugno 1940, è a Castelvetrano Trapani con la 259ª Squadriglia del 36º Stormo e compie la sua prima missione bellica con un’incursione sull’arsenale di Malta dove sgancia 4 bombe da 250 kg. Viene attaccato da caccia inglesi, uno dei quali rimane sicuramente danneggiato. Il 13 giugno è di nuovo in volo per una azione di bombardamento sull’aeroporto di Kassar-Said, Tunisia. Da 4200 metri di quota rilascia 9 ordigni da 100 kg, nonostante il fuoco della contraerea e l’attacco di un caccia nemico.
Il 21 giugno effettua una missione notturna di bombardamento sull’arsenale di Biserta riportando danni al velivolo a causa dell’intessissima reazione contraerea.
Il 9 luglio 1940 decolla per una azione contro unità navali britanniche (Battaglia di Punta Stilo) ma è costretto a rientrare dopo 30 minuti di volo a causa del cattivo funzionamento del carrello. Va meglio l’11 luglio quando riesce ad attaccare una portaerei inglese.
Il 7 settembre è di nuovo sui cieli di Malta per un bombardamento navale. Anche questa volta viene attaccato da caccia uno dei quali viene sicuramente abbattuto dall’equipaggio. L’ultima azione con la 259ª Squadriglia la compie l’11 novembre con un volo di ricognizione sul mediterraneo centrale.
A domanda, chiese ed ottenne di essere trasferito alla specialità aerosilurante e il 3 dicembre 1940 è a Gorizia presso il Nucleo Addetramento Aerosiluranti dove effettua il primo volo di addestramento. Il 10 febbraio 1941 è trasferito ad Elmas Cagliari con la 280ª Squadriglia Aerosiluranti, comandata dal Cap. Amedeo Mojoli. Nel mese di marzo compie un paio di ricognizioni armate senza esito. Anche il 27 aprile si alza in volo alla ricerca di unità navali inglesi. Il 3 maggio 1941 attacca una formazione navale nemica composta da 1 incrociatore e 2 cacciatorpediniere senza tuttavia riuscire ad effettuare il lancio del siluro per l’impossibilità di avvicinarsi a distanza utile ed è costretto a rientrare con l’arma a bordo.
L’8 maggio 1941 prese parte alle operazioni aeronavali contro la Forza H inglese (Operazione Tiger), che tentava di rifornire Alessandria da Gibilterra. Alle ore 12 decollo da Elmas insieme ad altri quattro velivoli S.M.79 scortati da 15 C.R.42 del 3º Gruppo. Alle 13.40 vanno all’attacco delle navi nemiche accolti da uno sbarramento di caccia Fairey Fulmar decollati dalla portaerei HMS Ark Royal e ne abbattono con le armi di bordo almeno 5 sicuri. Dopo i caccia incontrano un violentissimo fuoco antiaereo. I velivoli di Cappa e del Cap. Marini sono abbattuti. Prima della partenza da Elmas, disse ai suoi specialisti che avrebbe tentato di avvicinarsi il più possibile alle navi inglesi per avere il massimo delle probabilità di mettere a segno il proprio siluro. Il suo S.M.79 si inabissò con tutto l’equipaggio composto dal M.llo Pilota Lamberto Giovagnoli, 1° Aviere Marconista Michele Scafa, Aviere Scelto Motorista Antonio Flamini e 1º Aviere Armiere Antonio Luciani. In totale il Ten. Franco Cappa effettuò oltre 106 ore di volo di guerra.
Al Ten. Pil. Franco Cappa è intitolato il 72º Gruppo I.T. dell’Aeronautica Militare con sede a Isola Rizza e l’istituto comprensivo statale di Bovolone.
Medaglia d’oro al valor militare
«Primo Pilota di apparecchio aerosilurante già distintosi in altre azioni, quale bombardiere, partecipava all’attacco di una potente formazione navale nemica. Con suprema audacia e decisione, penetrando nel violento sbarramento di fuoco navale e contraereo, attuava il proposito, già alla partenza manifestato ai camerati, di avvicinarsi il più possibile all’obiettivo pur di non fallire il colpo. Mentre compiva con questo intento l’azione, un proiettile spezzava la sua ala eroica. Non vinto ancora, sganciava il siluro precipitando in mare accanto al colpito potente scafo nemico Esempio di eroismo e di suprema dedizione alla Patria»
